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Riferimenti teorici

LA SCIENZA DIALOGICA: UN SALTO PARADIGMATICO

La Scienza Dialogica, una proposta conoscitiva del tutto innovativa rispetto a quanto offerto finora nel panorama delle scienze sociali e psicologiche, vede la luce nei primi anni duemila, presso l’Università degli studi di Padova, grazie alle speculazioni teoriche e alle ricerche applicative condotte  dal gruppo di ricerca di Psicologia della Salute diretto dal Prof. Gian Piero Turchi. A partire dal presupposto del paradigma  cosiddetto Narrativistico, la realtà è una costruzione generata dalle narrazioni  dei parlanti  all’interno di una comunità (sia essa una famiglia, un’azienda o un intero paese). In linea con tale assunto teorico la Scienza Dialogica  mette a disposizione una formalizzazione rigorosa dei vari “modi” con cui la comunità umana può generare le narrazioni, rendendo  conoscibile “comesi costruisce una certa realtà  (che sia essa di conflitto o di salute, di efficienza o di inefficacia), entro una specifica porzione di comunità. Inoltre l’analisi dei processi interattivi, o meglio, discorsivi consente  non solo di rilevare la configurazione allo stato presente e il concorso dei vari snodi nel generarla, ma anche di anticiparne evoluzioni future, rispondendo a domande quali “Come si potrebbe sviluppare a breve-medio e lungo termine quella specifica situazione?”, “Che implicazioni potremmo generare operando in un modo piuttosto che in un altro?” 

 

LA SALUTE: UNA RESPONSABILITA’ DI TUTTI
La Salute viene quindi riconfigurata in termini processuali superandone la visione come una “realtà di fatto”, ed è definita come “processo dialogico che pone le persone e le comunità nella condizione di poter anticipare le implicazioni delle proprie scelte sul piano sia organico che interattivo”(G. P. Turchi et Al. 2007) .
A tale processo partecipano tutti i membri della comunità, dal singolo cittadino, agli esperti, alla collettività.