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La valutazione dell'impatto nel nostro percorso

Lo studio delle recenti Linee Guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte nell’ambito del Terzo Settore, ci dà modo di riguardare ai passi che, come organizzazione abbiamo fatto, e di raccontare a che punto siamo nello sviluppo e nell’applicazione degli strumenti di valutazione d’impatto.

 

Le sollecitazioni che arrivano dalla normativa, nonché gli scambi costanti con le comunità organizzative e territoriali con cui lavoriamo, ci pongono infatti in un processo di costante studio e implementazione degli strumenti che abbiamo a disposizione.

 

Era il 2015 quando, per la prima volta, abbiamo inaugurato lo studio della valutazione dell’impatto sociale: ci siamo infatti proposti come “oggetto di ricerca” per la sperimentazione del sistema di misura sviluppato col gruppo di ricerca del Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova, supervisionato dal prof. Gian Piero Turchi, chiedendo all’Ateneo Patavino di valutare i servizi[1] che co-gestiamo con le Amministrazioni Comunali e altri Enti del Terzo Settore nei territori di Melzo e Liscate.

 

L’occasione di sperimentare su noi stessila misurazione dell’impatto sociale ci ha dato modo di ampliare ad una nuova dimensione l’osservazione dei servizi che da anni contribuiamo ad innovare, una dimensione che andava oltre la valutazione dell’efficacia degli interventi.

Applicare la valutazione dell’impatto ci ha infatti permesso di interrogarci nello specifico su come misurare gli effetti che una diversa Architettura di gestione dei servizi può avere sulla coesione della comunità. Abbiamo così iniziato a ragionare in termini di impatto.

 

Potendo attestare il valore trasformativo ed innovativo che può avere, per istituzioni pubbliche e operatori privati, la conoscenza degli impatti sulla coesione della comunità di progetti, servizi, interventi, dal 2016 abbiamo consolidato la scelta di essere promotori della misurazione dell’impatto sociale e siamo stati valutatori per il progetto “Sport Comunity” co-finanziato da Fondazione Cariplo-regione Lombardia.

Con questo intento, abbiamo continuato anche negli anni a seguire con i progetti: Talent & Job, capofila Associazione Vividown, finanziato con i fondi Ebitemp e il progetto Ma.Po., capofila Fondazione ASPHI onlus, finanziato da Provincia di Monza e Brianza; consolidando il nostro ruolo di sviluppatori della metodologia per la valutazione dell’impatto sociale.

 

In questi anni, abbiamo verificato in modo sempre più rilevante, con gli enti partner e con la committenza, come ragionare in termini di impatto ci consente di diffondere un’ottica di promozione di coesione e di uso mirato e strategico delle risorse e degli investimenti. 

I riferimenti teorico-metodologici a cui ci riferiamo e l’affinamento continuo degli strumenti in uso, ci permettono di aggiungere all’analisi qualitativa anche elementi di analisi quantitativa, quindi ad esempio potendo dar conto della resa degli investimenti economici in relazione al livello di sviluppo di coesione sociale che si è contribuito a generare.

 

L’attuale collaborazione con Anci Lombardia sul Piano Regionale Lab’Impact, che ci vede consulenti delle 35 reti lombarde coinvolte nel progetto, ci sta permettendo di rilevare come la valutazione dell’impatto sia un tema che interroga le reti territoriali e può diventare stimolo costante a pensare ai progetti/servizi in relazione alle comunità. Perchè la valutazione dell’impatto “impatta” fin dalla progettazione di un servizio, mettendo a disposizione indicatori che consentono di anticipare le ricadute sulla comunità di un progetto/servizio nella sua interazione con l’Architettura dei Servizi territoriale.

 

 

[1]     Servizi Minori e Famiglie e servizi rivolti a cittadini portatori di disabilità